Marco, un emigrante particolare

Marco, un emigrante particolare
Sono un feltrino stabile dal 2010 in Messico, dopo varie permanenze per fare la tesi in lingue e letterature IspanoAmericane.

La storia della mia migrazione non é la classica, perché non é dovuta alla ricerca di soldi, di un lavoro o per necessitá, ma bensi proprio il contrario, ossia per investire soldi, data la triplicazione del potere acquisitivo, 10 € diventano all’istante 30 € in Pesos. Ho lasciato un buon lavoro a Siena, dove accompagnavo i turisti nelle colline toscane a degustare i suoi preziosi vini. Mi sono potuto permettere di vivere 8 anni in Messico, libero della schiavitú del denaro, dato che gli stipendi sono alla fame sui 5-10 € al giorno.
La lotta a queste ingiustizie e a quelle che da sempre anche noi bellunesi dobbiamo subire (principalmente dovute al funzionamento criminale e usuraio delle monete “nazionali”) é diventa la mia ragione di vita, con la promozione volontaria di coloro che mantengono viva la loro Cultura, dato che adoro organizzare e partecipare a eventi.

L’esperienza di animatore turistico, dei viaggi low-cost e nell’associazione universitaria erasmus (GES Siena ESN) a livello locale, nazionale ed internazionale, hanno formato la mia visione del mondo, che chiamo Turrismo per mettere le mie capacitá, non al servizio del capitale monetario, bensi di un gruppo di pittori Maya “Bonbajel Mayaetik” e “Grafica Maya”, sui quali, mi sono laureato con la “Tesi con Ch’ulel, la spiritualitá dell’arte maya del Chiapas” a Siena.

Con la nascita di mio figlio Yuian Angel nel 2013 ho approfondito la ricerca di altre veritá storiche e iniziato a promuovere il tessile tradizionale dell’associazione “RACU Raíces Culturales” della mia compagna messicana Adriana Osorio, con la quale abbiamo realizzato 3 progetti itineranti internazionali e recentemente collaborato volontariamente nel “Dandy Couture” con la moda che ha unito l’Italia a Oaxaca.

Adriana, Yuian e Marco

Ho anche promosso resistenze civili, cantanti, alimentazione cosciente e rispetto alla madre Terra per ridurre la dipendenza delle monete nazionali, prevedendo una loro matematica svalutazione. A luglio scorso infatti abbiamo stampato la nostra moneta il Túmin Zapoteco, la versione di Oaxaca del Túmin, la moneta comunitaria senza debito di proprieta dei messicani, per il ritorno a un denaro neutro, come facilitatore del baratto e non come uno strumento di tortura in monopolio ai banchieri internazionali.

Con il fine di krackare il sistema (come il SysKrack di Peps) per svegliarsi dall’incantesimo/dittatura del oro, una truffa che va avanti da oltre 2 mila anni,.

Viva la nonnetta Antonietta.

Marco Turra

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